113 Di nuovo il capo (p.1)
Descritto come il rapporto con mio marito si fosse riappianato grazie alla mia decisione di cedere sugli incontri con l’altra coppia, ritorno quindi al momento in cui avevo deciso di interrompere la storia con il capo dimettendomi dal lavoro.
Anche questa volta si tratta di resoconti fatti al mio master virtuale dell’epoca e perciò ci possono essere riferimenti a lui nel corso della narrazione.
Avrei dovuto spedire la lettera di dimissioni ma per quanto ci fosse l’appoggio di mio marito non ho avuto il coraggio e per qualche tempo ho rinviato la decisione, tuttavia si avvicinava il giorno dell’incontro mensile del capo e quindi dovevo affrontare il problema. Quando è arrivato il messaggio di convocazione, ho pensato che avrei potuto scansarlo di un po’ con qualche scusa, e l’unica che mi è venuta in mente è stata che stavo male.
Perciò il giorno fatidico non sono andata a lavorare. Ho avvisato la mia collega che non stavo bene e poi ho mandato un sms al capo dicendo che avevo problemi di salute e che mi sarei rifatta viva quando stavo meglio. Poco dopo mi è arrivata la risposta: "ma guarda che coincidenza proprio oggi. Non mi piace, mi deludi e deludi te stessa. Lo sai qual è la tua natura, ti sei negata quello che in fondo desideravi, essere schiava totale. Appena torni al lavoro sei subito convocata qui da me. Cancella il messaggio dopo che l'hai letto". Ero agitatissima, sapevo che con lui, esperto capo del personale, non ero molto credibile e adesso mi sentivo come la bambina presa con le dita nella marmellata. In casa mi sembrava di impazzire, sono andata a far la spesa ma niente la mente era sempre lì. Il pomeriggio era la stessa cosa e allora sono andata dalla mia amica estetista e le ho chiesto espressamente di farmi distrarre. Lei mi ha parlato dell'ultimo fine settimana dilungandosi con le attività sessuali svolte, che da una parte mi interessavano sempre ma dall'altra mi sembravano non adatte in quel momento. Invece a sentire quanto aveva goduto, quante volte l'aveva fatto e come ha cominciato a suscitarmi un po' di desiderio, che mi stordiva quasi e mi toglieva dalla mente la paura per il futuro. Mi ha depilato anche all'inguine e quando mi ha detto che ero sì tesa ma anche bagnata, sono rimasta un po' interdetta. Mi ha preso un vibratore che lei tiene lì al lavoro e mi ha detto ridendo. "dai vai in bagno e rilassati!" Sapevo che lei lo usava frequentemente, diceva che era un ottimo rilassante, ma era la prima volta che me lo proponeva esplicitamente, dovevo dare davvero l'.idea di essere molto agitata. All'inizio ho rifiutato, ma poi alle sue insistenze ho accettato, sono andata in bagno. Era un aggeggio a pile che effetti stimolava molto e rapidamente e perciò ho cominciato a lasciarmi andare, la mente andava al capo ma in modo diverso, pensavo agli aspetti piacevoli e ai godimenti ricevuti, in fondo più che con la collega e come di fatto non riuscissi a sottrarmi al suo carisma di padrone, alla sua capacità di dominarmi e al piacere di ubbidire e sono venuta. Effettivamente mi sentivo meglio, e quando sono uscita dal bagno, l'ho ringraziata del suggerimento e dell'aiuto.
A casa ho visto un foglio bianco sotto la porta... Era il medico fiscale che mi ha avvisata durante l’orario di reperibilità non ero presente! Mi ha preso un colpo, il capo mi aveva fatto la carognata e aveva chiesto il medico fiscale, e per giunta era venuto il giorno stesso della malattia! Una cosa mai sentita e mai vista! Ero in preda al panico aggiunto poi al fatto che quando mio marito l’ha saputo si è incazzato pure lui come una iena! Ho provato a connettermi per scriverti e subito mi ha beccato e altro cazziatone di prima categoria. Per fortuna sono riuscita a non farmi scoprire ma avendo cancellato la cronologia quasi sotto i suoi occhi, prova a pensare come era furibondo!
Immagina con che stato d'animo sono andata a lavorare il giorno dopo. La mia collega era preoccupata perchè di fatto non ero mai stata assente anche quando non mi sentivo bene, ma io l'ho rassicurata. Ero comunque molto agitata e nonostante lei fosse molto carina con me la mia testa andava ad altro. Infatti dopo un po' mi è arrivata la telefonata dalla segretaria del capo, la quale mi ha detto alla fine del turno di lavoro la sera sarei dovuta andare nell'ufficio del capo. Ho vissuto tutto il tempo con estrema tensione e il momento non arrivava mai. Poi quando finalmente è giunta l'ora sono andata al suo ufficio. Lì mi ha fermato la segretaria dicendo che era ancora impegnato e che dovevo aspettare. Non c'era una sedia e sono rimasta in piedi. Il tempo passava e io osservavo la sua segretaria. Mora, tutto sommato carina anche se un po' in carne, due occhiali neri moderni ma che non le stavano particolarmente bene. Poco truccata, seno di dimensioni medio scarse, probabilmente una seconda pensavo, gonna sopra il ginocchio e gambe un po' grossine, ma comunque belle, non molto alta forse un poco di più di me. Ad un certo punto lui è uscito l'ho salutato ma non mi ha risposto. Si è rivolto a lei e il tono era sempre il suo secco, deciso che non ammetteva discussioni ma solo un sì incondizionato. Lei ovviamente obbediva senza discutere, e diceva solo sì l'ho guardata negli occhi e mi sembrava che anche lei fosse come ipnotizzata pronta solo a cercare di realizzare ogni disposizione le stava dando. Una segretaria perfetta senza dubbio per un uomo come lui abituato a comandare e mi chiedevo se era lei la nuova preferita... E subito un moto di gelosia mi prendeva... Essere posta dietro un'altra per una donna è sempre uno smacco difficile da digerire e cercavo perciò di trovare. È uscito poi un'altra volta e anche questa volta non mi ha degnato. Ha detto alla segretaria: "quel lavoro purtroppo non riusciamo finirlo stasera, ho questa rottura di s**tole" rivolto ovviamente a me "ma domani finiremo sicuramente. Faremo un po' tardi, ma del resto lei è l'unica che sa farlo così bene, spero che non le dispiaccia domani uscire un po' più tardi, poi in qualche modo le sarò riconoscente di questa sua disponibilità." siccome non sono del tutto ancora stupida, credo proprio che il discorso non così tanto nascosto nel suo significato, fosse stato fatto molto per me e per farmi capire e la cosa ovviamente mi dava ancora più fastidio. Lei ha sorriso "ovviamente no, è sempre un piacere poterle dare una mano anche se non credo di essere così indispensabile..." "mi creda, certe cose come le fa lei non è capace farle nessun'altra!" lei ha sorriso ancora "lei è troppo gentile" io dentro ero molto a disagio, mai una parola così carina con me... O al meno non me la ricordavo in quel momento. Dopo dieci minuti ancora, ero stanchissima e ho telefonato a casa per avvisare del ritardo, finalmente la segretaria mi ha fatto entrare. Lui le ha detto che poteva andare a casa e lei lo ha ringraziato anche se non ho potuto non vedere l'occhiataccia che mi ha mandato.
Anche questa volta si tratta di resoconti fatti al mio master virtuale dell’epoca e perciò ci possono essere riferimenti a lui nel corso della narrazione.
Avrei dovuto spedire la lettera di dimissioni ma per quanto ci fosse l’appoggio di mio marito non ho avuto il coraggio e per qualche tempo ho rinviato la decisione, tuttavia si avvicinava il giorno dell’incontro mensile del capo e quindi dovevo affrontare il problema. Quando è arrivato il messaggio di convocazione, ho pensato che avrei potuto scansarlo di un po’ con qualche scusa, e l’unica che mi è venuta in mente è stata che stavo male.
Perciò il giorno fatidico non sono andata a lavorare. Ho avvisato la mia collega che non stavo bene e poi ho mandato un sms al capo dicendo che avevo problemi di salute e che mi sarei rifatta viva quando stavo meglio. Poco dopo mi è arrivata la risposta: "ma guarda che coincidenza proprio oggi. Non mi piace, mi deludi e deludi te stessa. Lo sai qual è la tua natura, ti sei negata quello che in fondo desideravi, essere schiava totale. Appena torni al lavoro sei subito convocata qui da me. Cancella il messaggio dopo che l'hai letto". Ero agitatissima, sapevo che con lui, esperto capo del personale, non ero molto credibile e adesso mi sentivo come la bambina presa con le dita nella marmellata. In casa mi sembrava di impazzire, sono andata a far la spesa ma niente la mente era sempre lì. Il pomeriggio era la stessa cosa e allora sono andata dalla mia amica estetista e le ho chiesto espressamente di farmi distrarre. Lei mi ha parlato dell'ultimo fine settimana dilungandosi con le attività sessuali svolte, che da una parte mi interessavano sempre ma dall'altra mi sembravano non adatte in quel momento. Invece a sentire quanto aveva goduto, quante volte l'aveva fatto e come ha cominciato a suscitarmi un po' di desiderio, che mi stordiva quasi e mi toglieva dalla mente la paura per il futuro. Mi ha depilato anche all'inguine e quando mi ha detto che ero sì tesa ma anche bagnata, sono rimasta un po' interdetta. Mi ha preso un vibratore che lei tiene lì al lavoro e mi ha detto ridendo. "dai vai in bagno e rilassati!" Sapevo che lei lo usava frequentemente, diceva che era un ottimo rilassante, ma era la prima volta che me lo proponeva esplicitamente, dovevo dare davvero l'.idea di essere molto agitata. All'inizio ho rifiutato, ma poi alle sue insistenze ho accettato, sono andata in bagno. Era un aggeggio a pile che effetti stimolava molto e rapidamente e perciò ho cominciato a lasciarmi andare, la mente andava al capo ma in modo diverso, pensavo agli aspetti piacevoli e ai godimenti ricevuti, in fondo più che con la collega e come di fatto non riuscissi a sottrarmi al suo carisma di padrone, alla sua capacità di dominarmi e al piacere di ubbidire e sono venuta. Effettivamente mi sentivo meglio, e quando sono uscita dal bagno, l'ho ringraziata del suggerimento e dell'aiuto.
A casa ho visto un foglio bianco sotto la porta... Era il medico fiscale che mi ha avvisata durante l’orario di reperibilità non ero presente! Mi ha preso un colpo, il capo mi aveva fatto la carognata e aveva chiesto il medico fiscale, e per giunta era venuto il giorno stesso della malattia! Una cosa mai sentita e mai vista! Ero in preda al panico aggiunto poi al fatto che quando mio marito l’ha saputo si è incazzato pure lui come una iena! Ho provato a connettermi per scriverti e subito mi ha beccato e altro cazziatone di prima categoria. Per fortuna sono riuscita a non farmi scoprire ma avendo cancellato la cronologia quasi sotto i suoi occhi, prova a pensare come era furibondo!
Immagina con che stato d'animo sono andata a lavorare il giorno dopo. La mia collega era preoccupata perchè di fatto non ero mai stata assente anche quando non mi sentivo bene, ma io l'ho rassicurata. Ero comunque molto agitata e nonostante lei fosse molto carina con me la mia testa andava ad altro. Infatti dopo un po' mi è arrivata la telefonata dalla segretaria del capo, la quale mi ha detto alla fine del turno di lavoro la sera sarei dovuta andare nell'ufficio del capo. Ho vissuto tutto il tempo con estrema tensione e il momento non arrivava mai. Poi quando finalmente è giunta l'ora sono andata al suo ufficio. Lì mi ha fermato la segretaria dicendo che era ancora impegnato e che dovevo aspettare. Non c'era una sedia e sono rimasta in piedi. Il tempo passava e io osservavo la sua segretaria. Mora, tutto sommato carina anche se un po' in carne, due occhiali neri moderni ma che non le stavano particolarmente bene. Poco truccata, seno di dimensioni medio scarse, probabilmente una seconda pensavo, gonna sopra il ginocchio e gambe un po' grossine, ma comunque belle, non molto alta forse un poco di più di me. Ad un certo punto lui è uscito l'ho salutato ma non mi ha risposto. Si è rivolto a lei e il tono era sempre il suo secco, deciso che non ammetteva discussioni ma solo un sì incondizionato. Lei ovviamente obbediva senza discutere, e diceva solo sì l'ho guardata negli occhi e mi sembrava che anche lei fosse come ipnotizzata pronta solo a cercare di realizzare ogni disposizione le stava dando. Una segretaria perfetta senza dubbio per un uomo come lui abituato a comandare e mi chiedevo se era lei la nuova preferita... E subito un moto di gelosia mi prendeva... Essere posta dietro un'altra per una donna è sempre uno smacco difficile da digerire e cercavo perciò di trovare. È uscito poi un'altra volta e anche questa volta non mi ha degnato. Ha detto alla segretaria: "quel lavoro purtroppo non riusciamo finirlo stasera, ho questa rottura di s**tole" rivolto ovviamente a me "ma domani finiremo sicuramente. Faremo un po' tardi, ma del resto lei è l'unica che sa farlo così bene, spero che non le dispiaccia domani uscire un po' più tardi, poi in qualche modo le sarò riconoscente di questa sua disponibilità." siccome non sono del tutto ancora stupida, credo proprio che il discorso non così tanto nascosto nel suo significato, fosse stato fatto molto per me e per farmi capire e la cosa ovviamente mi dava ancora più fastidio. Lei ha sorriso "ovviamente no, è sempre un piacere poterle dare una mano anche se non credo di essere così indispensabile..." "mi creda, certe cose come le fa lei non è capace farle nessun'altra!" lei ha sorriso ancora "lei è troppo gentile" io dentro ero molto a disagio, mai una parola così carina con me... O al meno non me la ricordavo in quel momento. Dopo dieci minuti ancora, ero stanchissima e ho telefonato a casa per avvisare del ritardo, finalmente la segretaria mi ha fatto entrare. Lui le ha detto che poteva andare a casa e lei lo ha ringraziato anche se non ho potuto non vedere l'occhiataccia che mi ha mandato.
6年前