IL 18° (2)
All’inizio gli studenti pensano ai fuochi d’artificio.
Lucas ride e le dice di andare fuori a vederli ma lei sa che non è così.
Alejandra conosce il rumore delle armi.
Altri scoppi, vetri infranti, porte abbattute e il rumore nitido degli spari.
Ora gli studenti urlano e corrono, un ragazzo davanti a loro viene colpito e cade.
- Dobbiamo andarcene da qui - grida Lucas e scappa correndo seguendo il flusso del panico in fuga abbandonandola nella calca.
Anche lei adesso corre e apre una finestra e si lascia cadere di sotto sperando il salto non sia troppo alto.
Cade in un giardino e striscia verso una siepe mentre qualcosa di viscido e in movimento le sfiora il viso e scoppiare il cuore nette tempie mentre si accuccia e ripete "Stai tranquilla, andrà tutto bene "
La polizia lancia i lacrimogeni nelle aule costringendo gli studenti ad uscire. Alcuni provano a scappare mentre i fari delle camionette li inseguono e setacciano la notte in cerca di chiunque non indossi la mimetica della polizia brasiliana.
Alejandra sente i passi ma non alza la testa e si fa ancora più piccolo nell’abbraccio distaccato di quella terra fredda e dura.
-Alzati troia - dice il poliziotto strattonandola in piedi per un gomito.
Attorno a loro altri uomini della milizia perlustrando il cortile afferrando i ragazzi, pestandoli e caricandoli a calci a bordo dei cellulari.
Il poliziotto le dà un ceffone senza motivo e la spintona verso una macchina.
- Dove la portiamo? - Chiede quello alla guida
- Dove si portano i rifiuti? - risponde l’altro.
-
Mentre la macchina parte comincia a piovere e una goccia colpisce il vetro del finestrino contro cui Alejandra preme il viso. La goccia scivola giù e lei l’asciuga come una lacrima sulla guancia.
Quando l’auto si ferma non sa dove si trova e nemmeno che ora sia.
Vorrebbe telefonare a casa e dire che è tutto ok. Vorrebbe avere una vera casa. A cui tornare. E sente di dovere pisciare tanto che le fa male la vescica.
Una puzza di urina, merda, sudore e paura riempie la stanza in cui l’hanno portata. Tra questo e l’oscurità Alejandra non ha bisogno di chiudere gli occhi per vedere i film che le passano nel cervello mentre lotta per non piangere e si costringe a respirare con calma.
Tempo.
Che non passa mai.
Tempo.
Per pensare e che permette ai pensieri neri di farsi strada nella sua mente che non vuole pensare ma solo spegnersi.
Tempo.
Quello che si chiede le resta perchè è solo un rifiuto in una cella di sicurezza della polizia brasiliana.
- Uno dei miei ragazzi ti ha riconosciuta - la voce arriva da dietro la luce che le è esplosa in faccia.:- sei la figlia di Ariela Barajos la puttana. Puttana a tua volta.
Risate rauche di altri voci dietro quella luce che la costringe a tenere gli occhi bassi e la fa sentire meno di niente
Alejandra non risponde
_ Non importa - continua la voce - a questa domanda però, puttana, ti consiglio di rispondere …
- Vuoi vivere Alejandra?….
Alejandra ha compiuto 18 anni.
Alejandra ha visto tanto ma non ha mai vissuto.
Alejandra voleva solo una serata speciale.
Alejandra ha paura.
Alejandra sa che c’è un mondo da scoprire, migliore e più grande di quello in cui vive
Alejandra è sola adesso.
Alejandra è sempre sola.
Alejandra si fa una promessa
Ma per rispettarla deve per prima cosa sopravvivere a quella notte.
E Alejandra sa fingere
Di nuovo le altre voci dietro e attorno, nella penombra di quella stanza che adesso odora di uniformi sudate e cibo scadente di mensa militare. Frasi oscene che ben conosce e le vengono sputate contro con il disprezzo cattivo e spietato di chi ha il potere su qualcun altro.
E la voce che continua e le dice quello che già sa accadrà e che in fondo non è diverso da quello che le hanno fatto sempre gli uomini.
Ma questa volta sarà per lei e non per loro.
Per potere uscire da quel luogo e perchè dopo questa notte e questi uomini ce ne possano essere altri.
Per tornare a quella vita di merda che sa non essere niente ma che è comunque l’unica che ha.
Per potere rispettare quella promessa solenne che si è fatta come regalo di compleanno.
Perchè lei è Alejandra, a putinha, e questo è l’unica forma di amore che le è permessa.
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Lucas ride e le dice di andare fuori a vederli ma lei sa che non è così.
Alejandra conosce il rumore delle armi.
Altri scoppi, vetri infranti, porte abbattute e il rumore nitido degli spari.
Ora gli studenti urlano e corrono, un ragazzo davanti a loro viene colpito e cade.
- Dobbiamo andarcene da qui - grida Lucas e scappa correndo seguendo il flusso del panico in fuga abbandonandola nella calca.
Anche lei adesso corre e apre una finestra e si lascia cadere di sotto sperando il salto non sia troppo alto.
Cade in un giardino e striscia verso una siepe mentre qualcosa di viscido e in movimento le sfiora il viso e scoppiare il cuore nette tempie mentre si accuccia e ripete "Stai tranquilla, andrà tutto bene "
La polizia lancia i lacrimogeni nelle aule costringendo gli studenti ad uscire. Alcuni provano a scappare mentre i fari delle camionette li inseguono e setacciano la notte in cerca di chiunque non indossi la mimetica della polizia brasiliana.
Alejandra sente i passi ma non alza la testa e si fa ancora più piccolo nell’abbraccio distaccato di quella terra fredda e dura.
-Alzati troia - dice il poliziotto strattonandola in piedi per un gomito.
Attorno a loro altri uomini della milizia perlustrando il cortile afferrando i ragazzi, pestandoli e caricandoli a calci a bordo dei cellulari.
Il poliziotto le dà un ceffone senza motivo e la spintona verso una macchina.
- Dove la portiamo? - Chiede quello alla guida
- Dove si portano i rifiuti? - risponde l’altro.
-
Mentre la macchina parte comincia a piovere e una goccia colpisce il vetro del finestrino contro cui Alejandra preme il viso. La goccia scivola giù e lei l’asciuga come una lacrima sulla guancia.
Quando l’auto si ferma non sa dove si trova e nemmeno che ora sia.
Vorrebbe telefonare a casa e dire che è tutto ok. Vorrebbe avere una vera casa. A cui tornare. E sente di dovere pisciare tanto che le fa male la vescica.
Una puzza di urina, merda, sudore e paura riempie la stanza in cui l’hanno portata. Tra questo e l’oscurità Alejandra non ha bisogno di chiudere gli occhi per vedere i film che le passano nel cervello mentre lotta per non piangere e si costringe a respirare con calma.
Tempo.
Che non passa mai.
Tempo.
Per pensare e che permette ai pensieri neri di farsi strada nella sua mente che non vuole pensare ma solo spegnersi.
Tempo.
Quello che si chiede le resta perchè è solo un rifiuto in una cella di sicurezza della polizia brasiliana.
- Uno dei miei ragazzi ti ha riconosciuta - la voce arriva da dietro la luce che le è esplosa in faccia.:- sei la figlia di Ariela Barajos la puttana. Puttana a tua volta.
Risate rauche di altri voci dietro quella luce che la costringe a tenere gli occhi bassi e la fa sentire meno di niente
Alejandra non risponde
_ Non importa - continua la voce - a questa domanda però, puttana, ti consiglio di rispondere …
- Vuoi vivere Alejandra?….
Alejandra ha compiuto 18 anni.
Alejandra ha visto tanto ma non ha mai vissuto.
Alejandra voleva solo una serata speciale.
Alejandra ha paura.
Alejandra sa che c’è un mondo da scoprire, migliore e più grande di quello in cui vive
Alejandra è sola adesso.
Alejandra è sempre sola.
Alejandra si fa una promessa
Ma per rispettarla deve per prima cosa sopravvivere a quella notte.
E Alejandra sa fingere
Di nuovo le altre voci dietro e attorno, nella penombra di quella stanza che adesso odora di uniformi sudate e cibo scadente di mensa militare. Frasi oscene che ben conosce e le vengono sputate contro con il disprezzo cattivo e spietato di chi ha il potere su qualcun altro.
E la voce che continua e le dice quello che già sa accadrà e che in fondo non è diverso da quello che le hanno fatto sempre gli uomini.
Ma questa volta sarà per lei e non per loro.
Per potere uscire da quel luogo e perchè dopo questa notte e questi uomini ce ne possano essere altri.
Per tornare a quella vita di merda che sa non essere niente ma che è comunque l’unica che ha.
Per potere rispettare quella promessa solenne che si è fatta come regalo di compleanno.
Perchè lei è Alejandra, a putinha, e questo è l’unica forma di amore che le è permessa.
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6年前