Clisterizzato sul materassino del campeggio
E' piuttosto complicato dare un clistere su un materassino gonfiabile, da campeggio, in tenda. Ma dovevo assolutamente convincere Antonio ad alzare il sedere, e smetterla di sfuggire alle indicazioni del medico, un amico del campeggio. Dopo quattro giorni senza andare di corpo, e forti dolori al pancino, la sentenza era stata inequivocabile, una bella e tradizionale pera saponata! Suvvia, te la fa la Gilda, non avrai mica vergogna, vero?
Invece Antonio si vergognava come un bambino. Aveva 50 anni, grande e grosso, e non aveva mai fatto controlli alla prostata, per cui non aveva esperienza recente di trattamento per via rettale. Sapevo che durante il militare un clistere glielo avevano dovuto fare, prima di una appendicectomia. Ma erano passati 30 anni, senza rivangare l'argomento.
L'amico per sdrammatizzare mi disse di chiamarmi se Antonio faceva tante storie, che se lo sarebbe messo sulle ginocchia e gliel'avrebbe infilata lui! Antonio arrossiva, infatti sapeva che l'amico non andava tanto per il sottile, e che non si sarebbe fatto alcun problema a mettergli un dito nel culo!
In tenda, quindi, l'atmosfera era carica di tensione, sentivo odore di sudore.
Dai Tony, cosa vuoi che sia? E dopo una serie di sollecitazioni prima, e di minacce poi, eccolo finalmente lì, con il sedere all'in sù, in ginocchio sopra il traballante materassino. Le mutande dovetti abbassarle io, mentre lui grugnendo cercava di nascondermi la faccia. Le orecchie diventarono rosse rosse non appena le mutande arrivarono alle ginocchia, ed io mi voltai con la pera verso il culone indifeso, tutto stretto in un disperato tentativo di difesa. Gli unsi l'ano così come potevo, ma "adesso il sedere lo devi rilassare, altrimenti sai che male fa!". Che ci crediate o no, ero così esasperata oramai, dal caldo, da tutto, che gli tirai uno sculaccione bello forte e sonoro. Con sorpresa Antonio si arrese alle mie dita che gli separavano le natiche, e quando sentì la punta della pera sul buco, si ritirò, ma senza fortuna dal momento che il materassino lo fece rimbalzare diretto sulla punta, che si conficcò in un sol colpo nel sedere.
Spremetti lentamente la pera, fino alla fine nonostante i lamenti. Poi dissi ad Antonio di stendersi a pancia in giù e lasciar maturare il clistere. Intanto avrei finito la procedura con una bella supposta di quella grosse, per prendermi una piccola soddisfazione, e fingendone la necessità.
Antonio se la prese direttamente piegato sulle mie ginocchia, con sonori lamenti per il bruciore, e un bel singulto quando la supposta finalmente venne risucchiata dal suo sfintere infiammato.
Quando torno dal gabinetto, il campeggio lo accolse con un sonoro applauso: evviva! Antonio aveva fatto la cacca!
Invece Antonio si vergognava come un bambino. Aveva 50 anni, grande e grosso, e non aveva mai fatto controlli alla prostata, per cui non aveva esperienza recente di trattamento per via rettale. Sapevo che durante il militare un clistere glielo avevano dovuto fare, prima di una appendicectomia. Ma erano passati 30 anni, senza rivangare l'argomento.
L'amico per sdrammatizzare mi disse di chiamarmi se Antonio faceva tante storie, che se lo sarebbe messo sulle ginocchia e gliel'avrebbe infilata lui! Antonio arrossiva, infatti sapeva che l'amico non andava tanto per il sottile, e che non si sarebbe fatto alcun problema a mettergli un dito nel culo!
In tenda, quindi, l'atmosfera era carica di tensione, sentivo odore di sudore.
Dai Tony, cosa vuoi che sia? E dopo una serie di sollecitazioni prima, e di minacce poi, eccolo finalmente lì, con il sedere all'in sù, in ginocchio sopra il traballante materassino. Le mutande dovetti abbassarle io, mentre lui grugnendo cercava di nascondermi la faccia. Le orecchie diventarono rosse rosse non appena le mutande arrivarono alle ginocchia, ed io mi voltai con la pera verso il culone indifeso, tutto stretto in un disperato tentativo di difesa. Gli unsi l'ano così come potevo, ma "adesso il sedere lo devi rilassare, altrimenti sai che male fa!". Che ci crediate o no, ero così esasperata oramai, dal caldo, da tutto, che gli tirai uno sculaccione bello forte e sonoro. Con sorpresa Antonio si arrese alle mie dita che gli separavano le natiche, e quando sentì la punta della pera sul buco, si ritirò, ma senza fortuna dal momento che il materassino lo fece rimbalzare diretto sulla punta, che si conficcò in un sol colpo nel sedere.
Spremetti lentamente la pera, fino alla fine nonostante i lamenti. Poi dissi ad Antonio di stendersi a pancia in giù e lasciar maturare il clistere. Intanto avrei finito la procedura con una bella supposta di quella grosse, per prendermi una piccola soddisfazione, e fingendone la necessità.
Antonio se la prese direttamente piegato sulle mie ginocchia, con sonori lamenti per il bruciore, e un bel singulto quando la supposta finalmente venne risucchiata dal suo sfintere infiammato.
Quando torno dal gabinetto, il campeggio lo accolse con un sonoro applauso: evviva! Antonio aveva fatto la cacca!
6年前