Apologia di un pompino
La prima volta che realizzai l'eleganza e la bellezza che poteva esserci in un cazzo tra due labbra fu quando una mia cara amica disse che lì, riusciva a sbizzarrirsi e ad essere posseduta e possedere nello stesso momento.
Non ero d'accordo, ancora e allora decise di dimostrarmelo, in fondo per lei era la cosa più naturale e appagante in quel momento.
Non c'era timidezza tra noi, m'aveva visto nudo, e io avevo visto lei, entrambi col pelo, entrambi con altri.
Ero già turgido nei pantaloni così andai in bagno e lo misi sotto l'acqua fredda. Lei in camera si mise un vestito carino. Non voleva essere nuda davanti a me, io non volevo essere già duro.
Entrai in camera e mi fece sedere al bordo del letto, io, ero nudo. Nudo e con la pelle moscia tra le gambe. Lo tirò su e senza guardarmi tiro la pelle facendo schioccare le labbra. Quel suono ancora mi rimbomba in testa quando penso alle labbra sul mio cazzo.
Lo fece di nuovo, e la pelle iniziò a tirarsi, io la fissavo incuriosito ed eccitato dentro. Lo fece di nuovo e la cappella uscì fuori decisa, con un movimento secco e sensuale di quella pelle che si faceva da parte. Allora lei, portando gli occhi contro i miei lo infilò a fondo facendo entrare un po' d'aria dai lati della bocca. Sentivo che mi gonfiavo e lo sentiva anche lei che spostò decisa gli occhi avidi verso il basso. Inizio a spingersi a fondo lasciando sempre un po' d'aria che asciugasse la saliva.
Ormai ero duro, duro di vene gonfie che pulsavano ****** e intostavano tutto. I suoi denti si fecero da parte quando lei, ingorda e appassionata fece colare più saliva e lo spinse a fondo aiutandosi con una mano che spingeva con dolcezza accarezzandomi le palle. Lisce, non avevo mai avuto peli lì.
Da lì, fu magia.
Non riuscivo a distinguere l'immaginario dalle sensazioni. La mano massaggiava il perineo, si spingeva oltre mentre la bocca si spingeva a fondo. le guance pompavano e a tratti prendeva il suo tempo in apnea, affondando nella trachea la cappella rossa, grande.
D'un tratto si staccò.
Lo baciò con la punta delle labbra, morbide, salivose, calde.
Lo fece un po' di volte come i primi baci di un'*********te al mare d'estate.
Poi, tornò donna. Andò a fondo come non aveva mai fatto e insieme lo masturbava con entrambe le mani facendole roteare, tutto insieme, un movimento unico, lubrificato, le sensazioni si perdevano nel mio ansimare ormai incontrollato. Sentivo che mi controllava, avevo paura a spingerle la testa ma quando tolse le mani lo fece lei, prese una mia mano e volle essere spinta.
Iniziai a spingerle la testa e spingere col bacino, le scopavo la bocca mentre lei mi succhiava il cazzo.
D'un tratto spinse in gola tutto, fino alle palle, avevo deciso che dovevo venire, e che dovevo farlo dentro di lei. La lingua spingeva il cazzo contro il palato e la gola succhiava tutto fuori. Non mi controllavo più. Sentivo i gemiti del mio cazzo, i suoi sussulti che spingevano fuori il seme caldo e torbido. Non colava. Lo tirava dentro di sé con la fame e la sete di chi ama quella cosa.
Il poco colare lo portava verso le labbra con le dita.
Ero svuotato.
Si tirò sù, mi baciò e mi disse di vestirmi.
Lei andò in bagno.
Io andai a casa.
Non ero d'accordo, ancora e allora decise di dimostrarmelo, in fondo per lei era la cosa più naturale e appagante in quel momento.
Non c'era timidezza tra noi, m'aveva visto nudo, e io avevo visto lei, entrambi col pelo, entrambi con altri.
Ero già turgido nei pantaloni così andai in bagno e lo misi sotto l'acqua fredda. Lei in camera si mise un vestito carino. Non voleva essere nuda davanti a me, io non volevo essere già duro.
Entrai in camera e mi fece sedere al bordo del letto, io, ero nudo. Nudo e con la pelle moscia tra le gambe. Lo tirò su e senza guardarmi tiro la pelle facendo schioccare le labbra. Quel suono ancora mi rimbomba in testa quando penso alle labbra sul mio cazzo.
Lo fece di nuovo, e la pelle iniziò a tirarsi, io la fissavo incuriosito ed eccitato dentro. Lo fece di nuovo e la cappella uscì fuori decisa, con un movimento secco e sensuale di quella pelle che si faceva da parte. Allora lei, portando gli occhi contro i miei lo infilò a fondo facendo entrare un po' d'aria dai lati della bocca. Sentivo che mi gonfiavo e lo sentiva anche lei che spostò decisa gli occhi avidi verso il basso. Inizio a spingersi a fondo lasciando sempre un po' d'aria che asciugasse la saliva.
Ormai ero duro, duro di vene gonfie che pulsavano ****** e intostavano tutto. I suoi denti si fecero da parte quando lei, ingorda e appassionata fece colare più saliva e lo spinse a fondo aiutandosi con una mano che spingeva con dolcezza accarezzandomi le palle. Lisce, non avevo mai avuto peli lì.
Da lì, fu magia.
Non riuscivo a distinguere l'immaginario dalle sensazioni. La mano massaggiava il perineo, si spingeva oltre mentre la bocca si spingeva a fondo. le guance pompavano e a tratti prendeva il suo tempo in apnea, affondando nella trachea la cappella rossa, grande.
D'un tratto si staccò.
Lo baciò con la punta delle labbra, morbide, salivose, calde.
Lo fece un po' di volte come i primi baci di un'*********te al mare d'estate.
Poi, tornò donna. Andò a fondo come non aveva mai fatto e insieme lo masturbava con entrambe le mani facendole roteare, tutto insieme, un movimento unico, lubrificato, le sensazioni si perdevano nel mio ansimare ormai incontrollato. Sentivo che mi controllava, avevo paura a spingerle la testa ma quando tolse le mani lo fece lei, prese una mia mano e volle essere spinta.
Iniziai a spingerle la testa e spingere col bacino, le scopavo la bocca mentre lei mi succhiava il cazzo.
D'un tratto spinse in gola tutto, fino alle palle, avevo deciso che dovevo venire, e che dovevo farlo dentro di lei. La lingua spingeva il cazzo contro il palato e la gola succhiava tutto fuori. Non mi controllavo più. Sentivo i gemiti del mio cazzo, i suoi sussulti che spingevano fuori il seme caldo e torbido. Non colava. Lo tirava dentro di sé con la fame e la sete di chi ama quella cosa.
Il poco colare lo portava verso le labbra con le dita.
Ero svuotato.
Si tirò sù, mi baciò e mi disse di vestirmi.
Lei andò in bagno.
Io andai a casa.
5年前