LA SIGNORA REPRESSA
Racconto veramente la storia di un bel puttanone. Molto sexy, lei stava vivendo la vita da casalinga disperata alla perenne ricerca di qualcosa che la facesse bagnare dentro le mutandine. Sessanta primavere sulle spalle e molti annetti di meno tra le gambe. Il marito era un porco, un maiale di prima categoria ma preferiva dare attenzione a cagnette più giovani, e lei non ce la faceva più a vivere quella vita, snobbata di attenzioni e carezze. I suoi bei capelli rossi, ricci, cascavano intriganti su un corpicino ancora bello tonico e ancora non devastato dal proseguire dell'età. A parte qualche ruga sul viso era ancora una bella donna. I ragazzi la guardavano, era la donna matura con cui tutti avrebbero fatto volentieri un po' di nave scuola. Se la mangiavano con gli occhi soprattutto d'estate quando scollata e senza reggiseno lasciava intravedere le sue grazie. Peccato il marito non la vedesse più come un oggetto sessuale. Quel corpicino magro meritava ben altre attenzioni. Quel bel culetto ancora sodo ispirava una bella chiavata dal culo.
Io ho quasi cinquanta anni, e mi ha sempre visto come un fratello minore che ogni famiglia desiderava. Lei era orgogliosa di questo, peccato solo non avesse trovato ancora una un pretesto per andare oltre. Tra me e il marito c'erano solo quindici anni di differenza a distinguerci.
Lei, ad un certo punto io avevo intuito il caso, aveva tanta voglia, così il marito mentre era a lavoro, io ne approfitto per passare a trovarla a casa sua.
Entrai e mi fece accomodare, chiacchierando del più e del meno, rimasi ad un tratto senza parole e allibito quando esclama:
"Vatti a fare una bella doccia, così ti rinfreschi dopo una camminata a piedi. Non vedi a che temperatura siamo arrivati? Mamma mia quest'anno fa caldissimo"..
Io impietrito risposi che non ce ne era bisogno visto che non sarei rimasto molto, ero passato per un saluto e per vedere come stava. Ma lei insistette avvicinandosi e facendomi alzare, in modo da accompagnarmi alla porta del bagno. "Vai lavati, trovi tutto quello che ti serve lì dentro, fai veloce che dopo ti devo parlare".
Appena uscito dalla doccia, mi rivesto e quando passo davanti la camera noto che lei è nuda sul letto, altro colpo e con fare molto loquace esclama:
"Voglio che lecchi la mia fregnona, non ne posso più".
Fui preso alla sprovvista, ma in fondo era una bella donna, tutti gli uomini facevano apprezzamenti sessuali su quella donna, e avrei approfittato della situazione.
Mi tolsi velocemente i vestiti leggeri dal corpo e rimasi nudo, bello, tonico con il cazzo già rigido e in tiro. Mi abbasso quel tanto per leccare la figa, poi dopo un paio di sputi sul cazzo la giro di spalle e senza pensarci, vedendo anche il forellino aperto, la penetro dal culo.
Lei gridava dalla passione, stava godendo la troia. La presi per i capelli e iniziai a tirarla verso di me, mentre con il cazzo bello inumidito continuavo a penetrarla. Era bollente di godimento. La rigirai di nuovo e memore di tutte le cose che avrebbero voluto fare i suoi amici alla donna la obbligo a succhiarmi il cazzo.
Mentre spingevo il cazzo nel profondo della gola, urlavo porcherie rivolte a lei.
"Succhia puttana, succhia puttana. Devi ingoiarlo tutto sto cazzo, ingoia"
Non si faceva pregare, ciucciava il cazzo con foga. Prendeva aria e poi di nuovo giù a farsi sfondare la bocca, ne uscì quasi senza fiato e con il viso bagnato da saliva e sudore.
"Fammi una spagnola e poi ingoia la sborra" ordinai.
Lei prese il cazzo tra le tette e lo segó tra i suoi enormi seni.
Stavo per venire visto che non scopavo da un pò, la punta della cappella era fuori, rossa, ingrossata a dismisura. Lo sperma esplose di getto, lei fece appena in tempo a usare la bocca come contenitore. Chiusi la bocca con una mano fino che non sentii deglutire. Non volevo sputasse fuori la mia sborra, doveva ingoiarla.
Si pulì e poi si rivestì, tornando alle faccende domestiche come se nulla fosse accaduto, forse per vergogna di aver esternato i suoi istinti repressi dal marito.
Verso mezzogiorno tornò il marito dal lavoro, lo salutai, il pranzo ormai era in tavola, e rimasi con loro a mangiare. Lei con tutta calma parlava rivolgendosi al marito contenta e disponibile di attenzioni verso di lui, affermando di quanto debba essere duro lavorare in questo periodo così caldo.
Io la guardavo e dentro di me pensavo: "che puttanone" oppure il marito si meritava questo ed altro? Ditemi voi, a presto. .
Io ho quasi cinquanta anni, e mi ha sempre visto come un fratello minore che ogni famiglia desiderava. Lei era orgogliosa di questo, peccato solo non avesse trovato ancora una un pretesto per andare oltre. Tra me e il marito c'erano solo quindici anni di differenza a distinguerci.
Lei, ad un certo punto io avevo intuito il caso, aveva tanta voglia, così il marito mentre era a lavoro, io ne approfitto per passare a trovarla a casa sua.
Entrai e mi fece accomodare, chiacchierando del più e del meno, rimasi ad un tratto senza parole e allibito quando esclama:
"Vatti a fare una bella doccia, così ti rinfreschi dopo una camminata a piedi. Non vedi a che temperatura siamo arrivati? Mamma mia quest'anno fa caldissimo"..
Io impietrito risposi che non ce ne era bisogno visto che non sarei rimasto molto, ero passato per un saluto e per vedere come stava. Ma lei insistette avvicinandosi e facendomi alzare, in modo da accompagnarmi alla porta del bagno. "Vai lavati, trovi tutto quello che ti serve lì dentro, fai veloce che dopo ti devo parlare".
Appena uscito dalla doccia, mi rivesto e quando passo davanti la camera noto che lei è nuda sul letto, altro colpo e con fare molto loquace esclama:
"Voglio che lecchi la mia fregnona, non ne posso più".
Fui preso alla sprovvista, ma in fondo era una bella donna, tutti gli uomini facevano apprezzamenti sessuali su quella donna, e avrei approfittato della situazione.
Mi tolsi velocemente i vestiti leggeri dal corpo e rimasi nudo, bello, tonico con il cazzo già rigido e in tiro. Mi abbasso quel tanto per leccare la figa, poi dopo un paio di sputi sul cazzo la giro di spalle e senza pensarci, vedendo anche il forellino aperto, la penetro dal culo.
Lei gridava dalla passione, stava godendo la troia. La presi per i capelli e iniziai a tirarla verso di me, mentre con il cazzo bello inumidito continuavo a penetrarla. Era bollente di godimento. La rigirai di nuovo e memore di tutte le cose che avrebbero voluto fare i suoi amici alla donna la obbligo a succhiarmi il cazzo.
Mentre spingevo il cazzo nel profondo della gola, urlavo porcherie rivolte a lei.
"Succhia puttana, succhia puttana. Devi ingoiarlo tutto sto cazzo, ingoia"
Non si faceva pregare, ciucciava il cazzo con foga. Prendeva aria e poi di nuovo giù a farsi sfondare la bocca, ne uscì quasi senza fiato e con il viso bagnato da saliva e sudore.
"Fammi una spagnola e poi ingoia la sborra" ordinai.
Lei prese il cazzo tra le tette e lo segó tra i suoi enormi seni.
Stavo per venire visto che non scopavo da un pò, la punta della cappella era fuori, rossa, ingrossata a dismisura. Lo sperma esplose di getto, lei fece appena in tempo a usare la bocca come contenitore. Chiusi la bocca con una mano fino che non sentii deglutire. Non volevo sputasse fuori la mia sborra, doveva ingoiarla.
Si pulì e poi si rivestì, tornando alle faccende domestiche come se nulla fosse accaduto, forse per vergogna di aver esternato i suoi istinti repressi dal marito.
Verso mezzogiorno tornò il marito dal lavoro, lo salutai, il pranzo ormai era in tavola, e rimasi con loro a mangiare. Lei con tutta calma parlava rivolgendosi al marito contenta e disponibile di attenzioni verso di lui, affermando di quanto debba essere duro lavorare in questo periodo così caldo.
Io la guardavo e dentro di me pensavo: "che puttanone" oppure il marito si meritava questo ed altro? Ditemi voi, a presto. .
5年前