Una strana storia d’amore e di passione - Ottava p

“Brutte troie di merda, toglietemi subito da qui o giuro che di voi non rimarrà nemmeno la polvere. Non avete idea della cazzata che avete fatto! Quando mi liberete vi ridurrò in poltiglia.” Poi rivolgendosi a Silvia: “E tu… ti aprirò in due, altro che quella checca di merda che ti porti appresso. Non basterebbero tutte le cucitrici del mondo per mettere insieme i tuoi pezzi. Ti sventrerò come un maiale e darò da mangiare ai cani i pezzi del tuo corpo….” All’improvviso si stente SBAM!!! Un calcione tra le sue gambe quasi lo solleva dalla violenza che ha.
Vedo la sua bocca spalancarsi, gli occhi fuori dalle orbite e subito crolla.
Marika va verso di lui con una boccetta e gliela passa sotto la faccia penzolante. Si sentono dei rantoli, sta rinvenendo ma il dolore deve essere atroce perché sviene di nuovo subito. Marika fa un altro passaggio sotto al suo viso e quando Fausto si è ripreso riuscendo di nuovo a respirare parte di nuovo un calcione che gli fa perdere di nuovo conoscenza. Mentre è ******o Sonia rivolta al pubblico: “Signori, chi di voi misura dai 20 cm in su? Forza, alzate le mani! Giuro che non vi farò alcun male!” e ridacchia.
Tre uomini dalla platea si fanno avanti e Sonia li invita a salire sul palco, mentre un quarto viene letteralmente spinto verso il palco da una signora mora con tette e culo enormi. Sono tutti a petto nudo con pantaloni, tranne uno, quello spintonato, che è completamente nudo ed indossa una maschera in pelle nera con gli occhi coperti che gli copre completamente il viso, una strana mutanda in cuoio ma aperta sul davanti per fare uscire i genitali rinchiusi in una gabbietta metallica anche molto piccola da cui traborda la carne del pisello. Sonia guarda verso la signora che lo aveva portato con sguardo interrogativo e la signora senza dire nulla si toglie una catenella che aveva al collo con una chiavetta. Era per liberare il pisello dello schiavo.
Sonia subito si rivolge alla sua schiava ordinandole di spogliare gli uomini. Il primo avrà una trentina d’anni, forse, moro con capelli leggermente lunghi ed ondulati, petto villoso, fisico asciutto, non molto muscoloso, alto sul metro e ottanta e non appena gli vengono abbassato i pantaloni si prende in mano il pisello ancora mezzo moscio e lo sbatacchia su di una guancia alla schiava con una certa arroganza. Il secondo anche lui moro ha i capelli ricci corti, il pelo forma un tappeto unico che scende dal petto al pube da cui penzola una mazza bella grossa. Sembra più maturo del primo ed ha l’aria di quello sicuro di sé ma non sembra minimamente interessato alla schiavetta davanti a lui. Il terzo è un signore che avrà una cinquantina d’anni, brizzolato, molto alto, sarà sul metro e novanta, spalle larghe, pancia, pelo grigio ovunque. Appena la schiava cerca di abbassargli i pantaloni trova resistenza, così mette una mano dentro per toglierlo e fuoriesce una sberla di cazzo già quasi completamente in tiro che sarà sui 20 cm. Poi tocca allo schiavo: è il più basso ed il più tarchiato, ma è parecchio muscoloso, completamente glabro; la schiava prima gli slaccia e poi abbassa quella specie di mutanda; lo schiavo fa per aprire leggermente le gambe e quando la mutanda è a metà coscia si scopre che al suo interno è nascosto un bel cazzone di gomma che lo schiavo aveva infilato.
Dalla platea si sente una voce: “Dopo reinfilateglielo per cortesia!” Sonia sorride e risponde: “Non dubitare mia cara!” E si alzano delle risatine. Sonia porge la chiavetta alla schiava sempre in ginocchio e sgancia il lucchetto. Quando fa per sfilare la gabbietta, il cazzo dello schiavo praticamente esplode fuori e… porca puttana! E’ una proboscide. Dalla platea si alza un brusio di stupore. Non è come quello di Fausto, ma comunque fa impressione da tanto è grosso. Non è lunghissimo, rispetto ad altri, ma la circonferenza è esagerata. Un avambraccio. Davvero una bestia. Ha dei segni sia sulla cappella che lungo l’asta, sono prodotto sia della gabbietta ma anche di altri “divertimenti” della donnona che evidentemente è la sua padrona.
Sonia osserva interessata, allunga una mano e da sotto lo impugna stringendolo forte ma più di tanto non le sta nella mano. Lo schiavo che non può vedere nulla si tende, evidentemente quei segni fanno ancora un po’ male. Sonia piega le dita e gli caccia le unghie nella carne. Lo schiavo stringe i pugni ma non emette nessun suono, solo ha trattenuto il respiro.
Sonia si gira facendo un cenno di stima e apprezzamento verso la padrona di quella “bestia”
“Complimenti, spero di potermi aggiungere a voi prima o poi, deve dare una gran soddisfazione giocare con un arnese simile.” Esclama Sonia e sorride continuando a tormentare quel cazzone che sembra ingrossarsi sempre di più.
La risposta è immediata: “Non vedo l’ora. Più tardi ne parliamo.”
Sonia si scuote e rivolta alla schiava le dice di darsi da fare che vuole vedere quei cazzi belli duri. Subito la schiava impugna con una mano il primo e lo porta alla bocca, ma quando fa per prendere il secondo, questi si ritrae e verso Sonia fa la sua richiesta: “Se non ti dispiace preferirei fosse lui ad occuparsi di me.” Ed indica lo schiavo li vicino. Sonia si gira verso la platea cercando quel donnone moro che risponde con un cenno d’assenso. Sonia si avvicina quindi allo schiavo, lo prende per le palle e lo fa abbassare senza una parola. Quando è in ginocchio fa avvicinare l’altro che con il cazzo tra le mani lo posa sulle labbra dello schiavo. “Succhiaglielo!” è l’unica parola che esce dalla sua bocca, così lo schiavo apre quella bocca ed inizia a darsi da fare. Intanto il signore brizzolato si è affiancato alla schiavetta col pisello in mano e questa inizia ad alternarsi tra i due cazzi facendoli diventare duri.
Mi raccomando, non devi farli venire, ma solo diventare duri.
Intanto Fausto inizia a risvegliarsi e riprendersi, così Sonia rivolgendosi al primo: “Vedo che sei pronto, sai cosa devi fare vero? Vai, hai l’onore di essere il primo.”
L’uomo si mette dietro Fausto, gli apre le chiappe, fa per sputargli sul culo ma Sonia lo blocca: “Non caro, a secco.”
“Ma così mi faccio male anch’io!” risponde il tipo.
“Peggio per te. E comunque niente dolore, niente piacere.” E lo guarda fissa negli occhi.
Il tipo sembra esitante, ma si avvicina comunque al culo aperto davanti a lui, lo appoggia e Fausto in quel momento si rende conto di quanto sta per succedere ed inizia ad urlare: “BASTARDI!!! Vi ammazzo tutti!!! Lasciatemi andare o faccio un macello!!! AAArrrgghh!!!”
Il ragazzo aveva iniziato a spingere facendo smorfie ridicole. Fausto si agitava cercando di divincolarsi ma non aveva punti d’appoggio su cui forzare. Con un colpo di reni ed una smorfia l’uomo finalmente riesce ad entrare dentro quel buco stretto e Fausto caccia un urlo forte. Poi un altro colpo di reni ed il cazzo entra un altro po’ e Fausto urla ancora dal male. Poi l’uomo si ritrae per poi spingere di nuovo. Va avanti ancora un paio di volte fino a che il cazzo entra completamente. A quel punto inizia a fare avanti e indietro, prima piano ma l’intervento di Sonia lo sprona: “Cazzo fai??? Devi romperglielo il culo, non farglielo piacere. Spingi una buona volta, daiiii!!!” Inizia così un dentro fuori veloce e violento con urla continue da parte di Fausto. Finalmente il tipo sta per venire e Sonia da dietro lo spinge e gli intima “Dai riempilo, così gli altri avranno un po’ di lubrificante!” Il tipo viene grugnendo e tremando, si ferma un momento poi lo tira fuori e… ma che schifo: ha la cappella sporca di merda! “Dai, che aspetti’ fagliela ripulire. Non ti preoccupare, non ti morderà, altrimenti gli strappo le palle!” Così dicendo allunga una mano ed impugna lo scroto di fausto che si irrigidisce, stringe i denti ed i pugni e trema per il dolore. ‘uomo gli piazza davanti alla faccia il cazzo con qualche goccia di sperma che esce la merda attorno alla cappella. Sonia deve aver dato una stretta perché Fausto spalanca la bocca per gridare e l’uomo ne approfitta cacciandogli in bocca il cazzo ben dentro. Quasi subito l’uomo si ritrae di s**tto e con un urlo: Fausto lo aveva morso!
La reazione di Sonia non si fa attendere e con un rantolo Fausto sviene di nuovo per il dolore.
“Marika, per favore vuoi farlo riprendere?”
Marika gli porge di nuovo la boccetta sotto al naso così che quel figlio di buona donna si riprenda quel tanto che basta. Il gay si avvicina con un ghigno a Fausto e dopo avergli allargato le chiappe gli appoggia la cappella al buco e da una botta tremenda con le reni cacciandogli tutto il cazzo dentro fino in fondo. Subito inizia stantuffarlo con cattiveria dando colpi pazzeschi che fanno tremare anche la gogna ed il palco! Che botte. Fausto urla e poi sviene un’altra volta. Marika lo fa rinvenire nuovamente ed in quel momento il cazzo che lo stava scopando si blocca e gli scarica lo sperma in pancia. Si sfila di forza e mettendosi davanti a lui gli mette una mano in faccia forzandolo ad aprire la bocca e non appena riesce ad aprirgliela gli struscia la cappella sgocciolante e sporca sulle labbra e sotto al naso lasciandogli delle macchie marroni.
Si scosta con un ghigno e subito si avvicina il brizzolato che piazzandosi dietro anche lui pianta il suo cazzo dentro il bastardo. Il copione si ripete: una cavalcata violenta e furiosa con Fausto che si lamenta in modo incomprensibile alternando urla a rantolii fino a che di nuovo non perde i sensi senza però che la cavalcata si interrompa. Il brizzolato è resistente e si ferma quando sente che è ******o e ritraendosi lascia a Marika il tempo di farlo riprendere per poi ripiantargli il cazzo nel culo in modo violento. Va avanti così ancora così per un po’ fino a che il brizzolato non si ritrae completamente, lo vedo iniziare a tremare e con l’ultimo colpo secco di reni va a piantare il suo sperma ben a fondo dell’intestino di Fausto. Il tempo di calmare il respiro e si sfila per andare a strusciargli il cazzo in faccia.
E’ il turno dello schiavo che è stato stuzzicato da Sonia per tutto il tempo con strizzate feroci ai capezzoli, strette di palle e unghie piantate nella cappella il cui unico risultato è stato di far ingrifare come un ossesso il povero schiavo. Essendo bendato non vede nulla ed è Sonia che lo guida dietro Fausto, si mette dietro di lui gli prende in mano quel palo e lo punta contro il buco slabbrato di Fausto.
“Ora devi spaccare questo culo. Con violenza! E devi scaricargli dentro tutta la sborra che hai qua dentro. Fallo bene e farò in modo che questa sia per te una notte di godimento fino a che non ti si rizzerà più! Ti farò scopare anche la mia servetta e se me lo consentono potrai scoparti anche Monica!”
“Mi scusi signora, ma è quasi un mese che non vengo munto e non so se resisterò a lungo…” erano le parole timide dello schiavo: allora sapeva parlare.
Sonia ride e esclama: “Meglio! Allora sborra due volte!!!” E da dietro lo spinge. Lo schiavo asseconda e si infila in quel culo senza delicatezza fino alle palle ed inizia immediatamente a tremare e grugnire. E’ già venuto!!! Trema ancora un po’ poi si riprende ed inizia un’inculata tremenda con colpi che fanno tremare tutto il palco. Una vera bestia. Di nuovo Fausto sviene e lo schiavo sborra di nuovo. Quando si calma Sonia gli dice di andare a farselo ripulire. Lo schiavo si sposta ed appena è fuori noto che il cazzo è tutto rosso sporco di ******. Minchia, lo ha spaccato! Provo quasi pietà per quel bastardo. Lo schiavo viene accompagnato da Sonia sempre dietro di lui e lo pone davanti alla faccia di Fausto sfatta, con una mano prende il cazzo dello schiavo ancora semiduro e lo struscia ovunque su quella faccia lasciandogli tracce di ****** e merda su labbra, naso e barba.
Con un sorrisetto soddisfatto esordisce: “Ok, un momento di pausa per cambiare un pochino la scena e rinfrescarmi un minimo e poi possiamo proseguire con il divertimento.” E subito un paio di omoni si occupano di spostare la gogna per nasconderla dietro il palco con una tenda pesante.
Poi Sonia si gira a guardarmi, guarda verso Marco e Marika e rivolgendosi a Silvia: “Cara, Marco e Marika mi sembrano su di giri e anche Monica… guarda come cola sulla tua mano! Che ne dici se li facciamo divertire un pochino mentre aspettiamo?” Silvia guarda Monica completamente nuda in piedi a gambe larghe a fianco a lei, toglie la mano dalla sua splendida figa, si porta un dito alla bocca e lo succhia, la guarda fissa negli occhi, poi senza dire nulla guarda Marco e Marika visibilmente trepidanti e fa un cenno con la testa.
I tre si spostano e vengono verso di me e spostano tutta quella struttura proprio in mezzo al palco come ero prima.
Sonia si sposta e rivolgendosi alla padrona dello schiavo che è ancora in platea: “Posso approfittare di lui? Vorrei rilassarmi un pochino anch’io.”
“Ma certo, poi però dovrai dirmi se è stato bravo o no.” E Sonia ribatte: “Ma perché non sali qui con noi a divertirti un po’? Potremo condividere qualche giochino o qualche schiavetto, non credi anche tu Silvia?”
“Ma certo, tanto più che Francesca è stata così gentile da prestarci il suo giocattolo preferito, contraccambiare mi sembra il minimo, Monica che ne dici se gli facciamo provare la deliziosa linguetta di Andrea?”
発行者 pixel_67
5年前
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