Ivana accarezzò con lo sguardo quell'altra se stessa nuda che si rispecchiava nella boiserie vintage del bagno; "gran figa!"... si riaffacciò ancora incongruamente quel complimento complice di un'amica nel camerino di un negozio. E il pensiero fu un caldo massaggio interiore, l'aiutò a completare quel che le era stato ordinato. Ordinato! Eppure non trovava in sé ribellione. In precedenza aveva completato il quarto giro intorno all'isolato rischiando la quarta collisione: la razionalità, sconfitta in quei giorni ma non annientata, le aveva imposto di parcheggiare in vista dell'albergo che con 続きを読む
“Sederino impertinente”
Il breve, ovattato tonfo della porta della suite che si chiudeva dall'interno fece irruzione come un tuono nel vortice felliniano di immagini, parole, brevi scene accostate caoticamente tra passato reale e futuro immaginato nel tempo che, nuda di fronte a uno specchio, aveva scrupolosamente (scrupolosamente? non avrebbe immaginato questa forma di scrupolo) trascorso dando corpo, davvero corpo, alle disposizioni ricevute. Disposizioni era termine più neutro di ordini, ma la sostanza era identica. Per qualche tempo dopo l'incontro del ricatto - continuava a definirlo così, ma non trovava in s 続きを読む
Ivana
La sua vita non era male. Ancora ************e e indubbiamente bella (“Gran figa!” aveva ammiccato un'amica in un raro momento di confidenza, da lei non certo incoraggiato e in quel caso subìto), vantava ottimi studi e ciò che nei sussurri si materializzava come bel matrimonio. Il marito era partner di un affermato studio di architettura, gentile, affettuoso ma sempre più rivolto alla carriera. Del resto la vita sessuale di coppia -doveva essere sincera con se stessa- mai aveva registrato voli pirotecnici. Ci aveva messo del suo... una volta il marito aveva accennato ad avvicinarle il pene a 続きを読む
Ivana 2. Ricatto?
Ivana accarezzò con lo sguardo quell'altra se stessa nuda che si rispecchiava nella boiserie vintage del bagno; "gran figa!"... si riaffacciò incongruamente quel complimento complice di un'amica nel camerino di un negozio. E il pensiero fu un caldo massaggio interiore, l'aiutò a completare quel che le era stato ordinato. Ordinato! Eppure non trovava in sé ribellione. In precedenza aveva completato il quarto giro intorno all'isolato rischiando la quarta collisione: la razionalità, sconfitta in quei giorni ma non annientata, le aveva imposto di parcheggiare in vista dell'albergo che conservav 続きを読む
Ivana
La sua vita non era male. Ancora ************e e indubbiamente bella (“Gran figa!” aveva ammiccato un'amica in un raro momento di confidenza, da lei non certo incoraggiato e in quel caso subìto), vantava ottimi studi e ciò che nei sussurri si materializzava come bel matrimonio. Il marito era partner di un affermato studio di architettura, gentile, affettuoso ma sempre più rivolto alla carriera. Del resto la vita sessuale di coppia -doveva essere sincera con se stessa- mai aveva registrato voli pirotecnici. Ci aveva messo del suo... una volta il marito aveva accennato ad avvicinarle il pene all 続きを読む
Esse. Underground
Nella città lockdown, diversamente chiusa nel tempo diverso, allungato poi ristretto, Esse riordina l’essenza quotidiana, due residui d’antico bricolage. “Due cavi elettrici, 45 e 55 centimetri, in genere in casa qualcosa rimane”. Un fortuna complice ne fa emergere due, uno grigio di media modernità; ma l’altro, tenuto a futura rivalutazione, intreccia due piccoli cordoni in tessuto a imprigionare l’anima di rame. “Entrambi, non insieme. Voglio un disegno”. Una esitazione nella mano che nell’immagine li reggeva. “Si uniscono capi, il centro forma due curve diverse. Qualcosa per impugnarli alle 続きを読む